Recesso dagli acquisti online: i 14 giorni del Codice del Consumo
Pubblicato il · 8 min di lettura
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Un acquisto fatto di impulso, una taglia sbagliata, un prodotto diverso dalle foto: per gli acquisti conclusi a distanza (online, per telefono) o fuori dai locali commerciali, il Codice del Consumo Le riconosce un diritto di ripensamento di 14 giorni, senza dover fornire alcuna motivazione e senza penali (art. 52, d.lgs. 206/2005).
Il diritto è ampio ma non illimitato: ci sono esclusioni precise (beni personalizzati, beni deperibili, contenuti digitali già scaricati), regole sul calcolo del termine e un punto che fa la differenza in caso di lite: la prova di aver comunicato il recesso nei tempi.
Questa guida spiega quando il recesso si applica, come esercitarlo correttamente, come funziona il rimborso e cosa fare se il venditore fa il sordo. Queste informazioni hanno carattere generale e non costituiscono consulenza legale.
Quando si applica il diritto di recesso
Il diritto di recesso di 14 giorni protegge il consumatore, cioè la persona fisica che acquista per scopi estranei alla propria attività professionale, nei contratti conclusi a distanza o fuori dai locali commerciali: siti di e-commerce, marketplace, televendite, vendite telefoniche, contratti firmati a domicilio o per strada.
Non si applica invece agli acquisti fatti in negozio (dove l'eventuale cambio è una cortesia commerciale, non un diritto), agli acquisti tra privati e a quelli fatti con partita IVA per l'attività professionale. Attenzione a non confondere il recesso con la garanzia legale di conformità: se il prodotto è difettoso, la garanzia di 26 mesi si applica sempre, anche in negozio, e non ha nulla a che vedere con i 14 giorni.
Recesso o garanzia legale? La differenza in breve
| Situazione | Strumento | Termine |
|---|---|---|
| Il prodotto non Le piace o non serve più | Diritto di recesso (solo acquisti a distanza) | 14 giorni dalla consegna |
| Il prodotto è difettoso o non conforme | Garanzia legale di conformità (ovunque acquistato) | 26 mesi dalla consegna |
| Il prodotto non è mai arrivato | Messa in mora e risoluzione del contratto | 30 giorni dal termine di consegna pattuito (art. 61) |
Come si calcolano i 14 giorni
- Acquisto di beni: i 14 giorni decorrono dal giorno in cui Lei (o un terzo da Lei designato) acquisisce il possesso fisico del bene, non dall'ordine.
- Ordini multipli con consegne separate: dal giorno di consegna dell'ultimo bene.
- Servizi: dal giorno della conclusione del contratto.
- Informazione omessa: se il venditore non L'ha informata del diritto di recesso, il termine si allunga di 12 mesi (art. 53). Molti negozi online improvvisati cadono proprio qui.
Conta la data in cui Lei invia la comunicazione di recesso, non quella in cui il venditore la riceve (art. 54, comma 4): un recesso spedito l'ultimo giorno utile è tempestivo. Ma sarà Lei a dover provare di averlo spedito in tempo: ecco perché la forma dell'invio conta.
Esempio pratico di calcolo
Il corriere Le consegna il pacco giovedì 3 aprile: il termine parte dal giorno successivo e scade giovedì 17 aprile. Se il quattordicesimo giorno cade di sabato, domenica o in un festivo, il termine slitta al primo giorno lavorativo seguente. Un ordine unico consegnato in due colli, il 3 e il 10 aprile, fa decorrere i 14 giorni dall'ultima consegna: la scadenza diventa il 24 aprile.
Come comunicare il recesso in modo inattaccabile
La legge non impone una forma: basta una dichiarazione esplicita della decisione di recedere, anche tramite il modulo tipo allegato al Codice del Consumo. Il punto debole di e-mail e moduli online è la prova: messaggi che finiscono nello spam, moduli che non lasciano copia, account che vengono chiusi. In caso di contestazione, l'onere di provare il recesso tempestivo è a Suo carico (art. 54, comma 4).
La raccomandata con avviso di ricevimento risolve il problema alla radice: la ricevuta di accettazione prova la data di spedizione (quella che conta per il termine), l'avviso di ricevimento prova che il venditore ha ricevuto la Sua dichiarazione. Nella lettera indichi: numero d'ordine, data di consegna, descrizione del bene, la dichiarazione di recesso ex artt. 52 e ss. del Codice del Consumo e le coordinate per il rimborso.
Gli errori più frequenti nell'esercizio del recesso
- Rispedire il pacco senza una dichiarazione di recesso: il reso muto non prova la volontà di recedere;
- affidarsi alla sola chat del servizio clienti, che non lascia copia opponibile;
- aspettare la risposta del venditore prima di spedire: il termine intanto corre;
- restituire il bene senza tracciamento, perdendo la prova della spedizione;
- dimenticare di indicare l'IBAN o le coordinate per il rimborso.
Restituzione e rimborso: chi paga cosa
- Restituzione del bene: entro 14 giorni dalla comunicazione del recesso. Le spese di reso sono a Suo carico solo se il venditore L'ha informata prima dell'acquisto; altrimenti le paga lui.
- Rimborso integrale: il venditore rimborsa tutti i pagamenti ricevuti, comprese le spese di consegna standard, entro 14 giorni dal recesso (art. 56). Può trattenere il rimborso finché non riceve il bene o la prova della spedizione.
- Stesso mezzo di pagamento: il rimborso avviene con lo stesso strumento usato per l'acquisto, salvo Suo espresso consenso a un mezzo diverso. Il buono sconto imposto al posto del rimborso non è legittimo.
- Uso del bene: può esaminare il bene come farebbe in negozio; se lo ha usato oltre il necessario, risponde solo della diminuzione di valore, e il recesso resta valido.
Il venditore non rimborsa: la scala delle azioni
Se i 14 giorni per il rimborso passano invano, non si fermi alle e-mail al servizio clienti. Il primo passo formale è una lettera di messa in mora con termine, che fa decorrere gli interessi e prepara le tappe successive: la nostra guida alla diffida ad adempiere e messa in mora spiega come scriverla.
In parallelo può attivare il chargeback se ha pagato con carta (contatti l'emittente con la prova del recesso), segnalare il venditore all'Antitrust (AGCM) per pratica commerciale scorretta e, per gli importi tipici dell'e-commerce, rivolgersi al giudice di pace. Con una raccomandata A/R agli atti, la Sua posizione è documentata dal primo giorno: è spesso ciò che convince il venditore a pagare prima di arrivarci.